Demi Lovato temeva che nessun manager l’avrebbe più voluta, ma ecco come ha trovato Scooter Braun

Lo stesso che gestisce Justin Bieber e Ariana Grande

Demi Lovato e Scooter Braun hanno raccontato com'è nata la loro collaborazione lavorativa in un'intervista congiunta su Bustle.

A maggio 2019, la cantante aveva rivelato di avere scelto il nuovo manager, lo stesso che gestisce le carriere di Justin Bieber e Ariana Grande, lasciando Phil McIntyre che l'aveva seguita da quando era adolescente.

 
 
 
 
 
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"In passato, ho proiettato i miei problemi di abbandono su altre persone, specialmente figure maschili a cui guardavo come figure paterne - ha iniziato a spiegare la 27enne - Ho dovuto riflettere su questo: come voglio che sia la relazione con il mio manager, senza riflettere le mie difficoltà con la figura del padre su di lui?". Il padre biologico di Demi Lovato, con cui non ha mai avuto un rapporto facile, era scomparso nel 2013.

Scooter Braun ha quindi offerto la sua esperienza nel gestire traumi: "Ho passato questa cosa con Justin. L'ho passata con Ariana. Ho sentito, siccome ci ero giù passato altre volte con persone che hanno iniziato molto presto, che potevo capire un po' le difficoltà di Demi".

Ma la sua intenzione al loro primo appuntamento era quella di non prenderla sotto la sua ala, perché non voleva altri clienti: "Volevo essere rispettoso e declinare. Lei era nervosa".

"Ero nervosa perché volevo così tanto che lui mi gestisse ed ero terrificata da un rifiuto. E poi, con l'overdose così in pubblico, non sapevo se qualcun altro mi avrebbe voluta dopo quello" ha chiarito la cantante.

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Ma durante il meeting Scooter Braun ha avuto un'illuminazione: "Quello che ho visto è che lei aveva bisogno di qualcuno che non aveva bisogno di lei. Ma a metà riunione, la mia partner Allison Kaye ed io ci siamo guardati e abbiamo iniziato a sorridere. Lei mi ha mandato un messaggio che diceva: stai pensando la stessa cosa che penso io. Sapevo che potevo aiutarla. Sapevo che Allison poteva aiutarla. Sapevo che eravamo in una posizione, nelle nostre vite e carriere, che se anche Demi avesse avuto bisogno di prendersi tre anni off, l'avrebbe potuto fare. E se Demi ha bisogno che noi andiamo lì, abbiamo una conversazione onesta e la tiriamo fuori da qualcosa, questo non influenza la mia reputazione".

Se, come ha raccontato lei stessa, in passato la sua vita era così controllata dal vecchio team da non sembrarle neanche la sua vita, adesso Demi Lovato si trova a suo agio con le persone con cui lavora: "Mi sento molto connessa con chi è qui con me ogni singolo giorno, so che mi posso fidare di loro. Che posso essere totalmente vulnerabile, trasparente e onesta. Se sto per avere un attacco di panico nel bel mezzo di un photo shoot o altro, posso sedermi in camerino con chiunque ci sia lì e loro mi possono aiutare".

ph: getty images