Friz

Qualcosa di personale che mescola le metriche del rap e della slam poetry alle sue cicatrici

Friz è un po’ rapper e un po’ cantautore di stanza a Bologna. Emigrato dalla provincia veneta che lo stava soffocando, sceglie di mettersi in gioco e cercare strade più stimolanti rispetto al posto fisso. Interessato fin da giovanissimo alla musica e alla scrittura, ha passato la maggior parte del suo tempo a lavorare dentro alle cucine di mezza Italia e a leggere libri di Antropologia. Nonostante nuoti in una quotidianità dissoluta, rimane affascinato e rapito da questa disciplina. Lo fa tornare a galla. Studia e fa ricerca sulle migrazioni contemporanee, piazza qualche pubblicazione, collabora con associazioni culturali e cooperative sociali. Tutto questo bagaglio entra a far parte inevitabilmente delle sue canzoni. Dopo aver lavorato a diversi progetti musicali, dunque, da vita al suo percorso solista. Qualcosa di personale che mescola le metriche del rap e della slam poetry alle sue cicatrici. Dopo un paio di demo di presentazione e troppi caffè pubblica nel 2015 l’Ep “Rose Sélavy?”, interamente curato da lui. Un rap elegante e disilluso denso di atmosfere soul e declinazioni jazz. Con questo lavoro colleziona diversi concerti, grazie a live riflessivi e schizofrenici. Tra il 2016 e il 2017 comincia a lavorare a nuove canzoni con l’amico, produttore e polistrumentista Fed Nance (già MezzoSangue, Andrea Mirò, Lorenzo Kruger, altri). Inizia così un sodalizio artistico tra i due che porta alla creazione di canzoni dal sapore analogico, simili a fotografie strappate che raccontano i drammi di tutti i giorni. Caratterizzate dal grande utilizzo di echo a nastro, chitarre storte e tastiere 8bit. Scritte e interpretate da Friz, suonate e composte da Fed.

 

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