Oggi vi presentiamo gli HATE MOSS, un duo italo-brasiliano dalle mille sfaccettature

Diverse influenze musicali, diverse lingue per esprimersi, diversi modi per intendere la musica in un unico progetto musicale

Nel 2017 Tina e Ian si sono incontrati a Londra (Regno Unito) dove hanno deciso di avviare un’etichetta indipendente, la Stock-a Records, diventata poi Stock-a Production, un collettivo con l’obiettivo principale di supportare artisti emergenti.

La loro collaborazione si è trasformata in un progetto musicale, Hate Moss, nel 2018 quando hanno lanciato il loro primo singolo “Honey”, seguito da vari tour in Brasile, Italia e Regno Unito. Il loro primo album, “LIVE TWOTHOUSANDHATEIN”, è stato pubblicato a maggio 2019 attraverso la loro etichetta e li ha portati a presentare il loro lavoro in Spagna, Portogallo e Turchia, nonché a festival internazionali come la Biennale di Venezia (IT), Locomotiva Festival (BR) e Goiania Noise (BR) dove hanno condiviso il palco con artisti di fama underground come Rakta, Boogarins e Ratos de Porão.

Nel 2020, a causa della pandemia e delle conseguenze causate dalla Brexit, la band è stata costretta a tornare in Italia, dove ha deciso di concentrarsi sul suo nuovo album che vedrà la luce proprio questo venerdì.

Il titolo è NaN. Registrato tra Regno Unito, Italia e Turchia, NaN è il secondo album di questo talentuoso duo Italo-Brasiliano. E' stato prodotto e mixato da In A Sleeping Mood e masterizzato da Jason Mitchell.

Per quanto riguarda il significato, in informatica NaN (/næn/) è l'acronimo di Not a Number e rappresenta un gruppo di dati che possono essere interpretati con un valore indefinito o non rappresentabile.
NaN rappresenta il tema principale dell’album e si concentra sul tema dell’alienazione derivata dal trattare la vita umana come il risultato di un freddo calcolo.

Musicalmente le radici di NaN si alimentano dell’influenza di artisti onnivori, soprattutto nell’ambito elettronico. Gli ascolti del duo si stratificano tra Prodigy e Massive Attack fino ai Death Grips e ai Dead Can Dance, insieme ai grandi cantautori della tradizione italiana, come De Andrè, ed ai compositori della MPB (musica popular brasileira), come Caetano Veloso, dai quali hanno sicuramente appreso l’importanza della narrazione attraverso i testi. E poi elementi funk, chitarre drone e dei flauti turchi a sottolineare l'ispirazione multiculturale del progetto. In questo album infatti le lingue madri, Portoghese e Italiano, si alternano all’Inglese, specchio del luogo che li ha accolti e li ha resi quello che sono oggi. In questo processo si aggiunge per la prima volta una canzone in turco, a voler sottolineare l’importanza che riescono ad avere i luoghi in cui hanno avuto il piacere di suonare. 

Abbiamo perciò il piacere di presentare in anteprima esclusiva il video di Pensar, brano in cui si vuole sottolineare, attraverso una musica orecchiabile e canticchiabile, l’ingiustizia sociale e l’importanza del singolo nella lotta al cambiamento. Vai alla news